Favorevoli solo a uno sfruttamento: quello delle risorse…

21-03-2019

…in Cava: un settore che in Italia sta affrontando alcune difficoltà connesse alla sempre maggiore presenza sui mercati di prodotti e produttori provenienti da paesi quali Cina, India e Brasile.

La situazione però si può ribaltare riutilizzando in toto le risorse naturali disponibili in cava. Ossia valorizzando quegli scarti – gli “sfridi” di cava – che spesso rappresentano solo una voce di passivo nel bilancio delle aziende.

Come sfruttare totalmente questi scarti e trasformarli in una risorsa che produce ricchezza e valore?

MB Crusher ci è riuscita attaccando una Benna Vagliante MB-S23 alla macchina operatrice presente in cava in Lazio, un Hitachi Zaxis 460 LCH.

In questo modo il materiale è stato suddiviso in due parti: la parte fina da  0 a 100 mm è stata commercializzata per la realizzazione di rilevati; gli inerti rocciosi di dimensioni superiori al 100 mm rimasti all'interno del cesto della vagliate MB, invece, sono stati caricati direttamente su un dumper e immessi nel ciclo di lavorazione per essere trasformati in granulati per l'edilizia.

Non solo, si è risolta anche l’unica complicazione per il recupero del materiale, ossia la presenza di frazioni argillose e terrose che complicavano la frantumazione della roccia e quindi ne limitavano la commercializzazione.

La benna vagliante installata sull’escavatore ha selezionato e pulito il materiale, rendendolo idoneo alla vendita e al riutilizzo.

Il materiale di risulta, scavato e accumulato per iniziare la coltivazione di una nuova area della cava, non è rimasto quindi depositato a lungo. E’ stato trasformato in “co-prodotto” in modo semplice, sia dal punto di vista tecnico che economico, addirittura senza rischi per l’ambiente. Data la semplicità delle operazioni, inoltre, questo intervento ha avuto una grande convenienza economica per l’azienda proprietaria della cava.

Anche perché si è evitato il problema legato allo stoccaggio provvisorio degli sfridi sui piazzali di cava, spesso causa di difficoltà legate al razionale sfruttamento del giacimento (che risulta poco accessibile per un suo utilizzo ottimale) nonché a problemi di sicurezza per chi opera in cava.

Il recupero sistematico degli sfridi di cava, unitamente a una razionale impostazione della coltivazione della cava stessa, passa da problematica a soluzione e fonte di guadagno.

Gli scarti infatti si ricollocano in diverse aree di applicazione: aggregati per calcestruzzo, misti granulari per riempimenti e rilevati, aggregati per ballast ferroviario, massi da scogliera materiale impermeabilizzante per sottofondi di discarica, stabilizzati, conglomerati bituminosi, ecc.

Basti pensare che negli ultimi anni nel Nord Italia è cresciuta la domanda di ballast per le ferrovie e di granulati per conglomerati bituminosi, in quanto nei capitolati stradali vengono ammesse percentuali di aggregato da porfido o da basalto sempre maggiori. Forte incremento si registra anche nell’impiego del materiale di risulta pregiato come aggregato per calcestruzzo.

 

Sull’onda di questo crescente interesse per i “riciclati” nel mercato degli aggregati, molte realtà estrattive stanno considerando la possibilità di recuperare i propri scarti di cava e trattarli in modo opportuno.

Il riutilizzo di tali materiali porta un vantaggio economico agli operatori del settore e un grosso vantaggio ambientale, poiché implica un minore sfruttamento dei giacimenti di cava, con conseguente risparmio di risorse naturali non rinnovabili.

Se poi l’operazione di recupero diventa semplice grazie alle unità di MB Crusher, i vantaggi diventano ancora di più.
 

 

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