"È proprio per le economie possibili grazie alla benna frantoio MB che abbiamo ottenuto il lavoro".

È capitato a Forlì dove l’impresa MMP di Galeata ha acquistato quella che forse è la prima benna dell’intera provincia destando la curiosità di colleghi e concorrenti. In realtà i titolari della MMP, i fratelli Mirko e Moreno Porcellini, meditavano l’acquisto da tempo per evitare di noleggiare saltuariamente frantoi mobili.

A dare il giusto stimolo è stato l’evidente contenimento dei costi vivi possibili grazie
alla BF 90.3 nel cantiere per l’allargamento della Strada Statale 9 da Faenza a Forlì e in particolare all’altezza della circonvallazione forlivese Nord Est.

È proprio per le economie possibili grazie alla benna che abbiamo ottenuto il lavoro. La utilizziamo per frantumare il materiale inerte portato in cantiere per elevare la quota del terreno a livello stabilizzato (circa 6 metri) che è di composizione molto differente: si tratta di una sabbia spessa di tufo mista a pietre calcaree e parti di pietra serena di volumetrie non in linea con il capitolato dell’Anas”.

"La prima benna frantoio l’abbiamo vista al lavoro due anni fa. Da allora non ho smesso di pensarci come soluzione alle nostre esigenze di frantumazione che ci portavano a noleggiare un frantoio mobile su cingoli di tanto in tanto. Il cantiere per l’allargamento della carreggiate della tangenziale Nord Est di Forlì è stato decisivo: io avevo ben in mente le prestazioni della benna e vedendo il materiale da lavorare ho intuito da subito che la benna frantoio avrebbe potuto fare guadagnare tempo e denaro sia alla MMP sia all’Ati Crono che dirige i lavori, quindi ottenere un materiale con una composizione migliore per essere compattato. In sostanza utilizziamo la BF 90.3 per ridurre la  pezzatura media del materiale inerte portato in cantiere (tufo, misto a pietre calcaree e pietra serena) per elevare la quota del terreno a livello stabilizzato (di circa 6 metri)."