Il recupero degli edifici storici, un’altra sfida per la tecnologia MB

24-05-2017

Il progetto

Ammonta a ben 250 milioni di euro il budget destinato al piano di rilancio del Lido di Venezia. Un progetto ambizioso, della durata di circa 5 anni, che prevede lo sviluppo di una prima fase con la riqualificazione dell’Hotel Excelsior (storico cinque stelle lusso che ha riaperto ad aprile 2017), della relativa spiaggia e di Palazzo Marconi e, successivamente alla stabilizzazione della nuova gestione, l’avvio della riqualificazione dell’Hotel Des Bains.
La socità Coima Sgr, assieme al partner London & Regional properties, ha firmato infatti un accordo con Intesa Sanpaolo e Unicredit per ricapitalizzare il fondo Lido di Venezia II con 250 milioni di euro. Una cifra importante, destinata a rilanciare una delle mete turistiche più ambiti e sognate al mondo: Venezia.

(cit. Il Sole 24 Ore)

Il recupero degli edifici storici

Le attività di ristrutturazione e riqualificazione di opere ed edifici già esistenti è un’attività di nicchia che si sta rivelando sempre più importante in un panorama  edilizio, quello italiano, ancora non in piena risalita.
Tra le attività più evidenti – soprattutto Italia e in generale nell’Europa Mediterranea – c’è il recupero degli edifici storici, che fanno parte di un patrimonio storico che si può considerare uno dei più belli e unici al mondo. Proprio per la storicità di questi edifici è necessario intervenire con metodologie e macchinari innovativi, in particolare nella fase di esecuzione dei lavori, considerando anche il fatto che ci si trova in centri abitati: l’obiettivo, quindi, è quello di riqualificare l’edificio mantenendo allo stesso tempo  la conservazione storico-estetica, tenendo anche conto dei numerosi vincoli legislativi che tutelano il patrimonio artistico-culturale.

Quali sono le fasi di recupero degli edifici storici?

Partendo dal consolidamento e risanamento della parti interne, la fase di recupero prevede gli adeguamenti delle pareti, il recupero delle pavimentazioni nonché la revisione dell’impiantistica elettrica e sanitaria. Una delle parti più delicate riguarda il recupero delle pareti perimetrali che deve essere fatto, per quanto possibile, utilizzando le materie prime originali.

Un lavoro, nel complesso, molto delicato, che richiede quindi tecnologie innovative che possano da un lato consentire economie di costi e tempi, e dall’altro che garantiscano sostenibilità, sia nel rispetto del patrimonio artistico ma soprattutto dell’ambiente in cui è inserito il cantiere. Lavorare infatti all’interno di aree ristrette, centri storici e abitati richiede macchinari agili, che creino poco rumore e limitata polvere.

La soluzione MB Crusher

Per la riduzione volumetrica e il recupero e riutilizzo dei materiali inerti derivanti dal processo di riqualificazione degli edifici, la benna frantoio e la benna vagliante MB possono essere considerate una scelta indispensabile, soprattutto se si tiene conto che consentono di svolgere le operazioni di recupero con la presenza minima di polveri e con una bassissima rumorosità. La benna frantoio MB Crusher, inoltre, ha un impatto ben diverso da un tradizionale macchinario da frantumazione, soprattutto in termini di ingombro e trasporto. Quella della benna frantoio, quindi, risulta essere una scelta congrua che permette di fare economie e di essere più “vicini” all’ambiente.